domenica 29 gennaio 2012

Ritorno dopo un paio di mesi!


Non voglio trovare scuse banali, semplicemente il blog è passato un po' in secondo piano in questi due mesi, perchè fortunatamente ho avuto la testa impegnata nella vita reale di tante cose belle o meno (di + belle per fortuna).

Così arieccomi per segnalarvi una delle cose che avevo in mente e che ho fatto e maturato in questo periodo di assenza.

Lo trovate a questo link (qui) ne vado orgoglioso e quindi volevo condividerlo con chi ancora legge le pagine di questo blog. Ovviamente riguarda la fotografia stenopeica, la mia grande passione.

In ritardo ma buon anno a tutti!

martedì 22 novembre 2011

Inside the library #2

sabato 19 novembre 2011

Inside the library #1

domenica 13 novembre 2011

strane coincidenze

Tanto per concludere il discorso precedente, volevo farvi notare un'altra "stranissima" coincidenza.

Nemmeno Wikipedia purtroppo ci da una mano, quindi sono andato un po' a fondo per conto mio ed ho trovato curiosamente il nome del nostro futuro premier (Mario Monti) qui:


come presidente europeo della commissione trilaterale.

Parentesi: Qui ci viene in aiuto Wikipedia che ci spiega che un'associazione nata negli Stati Uniti, i cui facenti parte sono uomini d'affari, politici, intellettuali, dall'Europa, dal Giappone e dal Nord America, con l'obiettivo dichiarato di promuovere una cooperazione più stretta tra queste tre aree. A sua volta questa associazione è stata fondata dai dirigenti di altre due associazioni lobbistiche, la Council on Foreign Relations (molto influente per le politiche estere USA) ma soprattutto dal gruppo Bilderberg dove dando un'occhiata ai membri (qui) c'è Mario Monti in buona compagnia di CEO e importanti personalità della finanza.

Tornando a bomba alla commissione trilaterale, la cosa ancora più curiosa sta nel fatto che dando un'occhiata veloce all'elenco dei "partecipanti" (scaricabile qui in pdf) appare anche il nome di Lucas Papademos, neo premier greco dal destino "simile" a quello di Monti, ovvero vista l'emergenza non facciamo votare nessuno e formiamo un bel governo tecnico.

Non voglio fare il cospiratore, ma queste strane coincidenze fanno paura.


venerdì 11 novembre 2011

prima ci fanno fallire e poi li invochiamo come salvatori

Il 1° novembre del 2011 il primo ministro greco ha pagato con il proprio "posto di lavoro" la proposta democratica (anche se "vagamente" machiavellica) di chiedere ai cittadini greci un'opinione, una scelta sul futuro, in poche parole: auto-determinazione.

Oggi il presidente del consiglio europeo tal Herman Van Rompuy (se sei curioso clicca qui), l'ennesimo economista nelle istituzioni che dovrebbero rappresentare i cittadini, ha fatto visita al nostro capo di stato dichiarando che "l'Italia non ha bisogno di votare, ha bisogno di riforme". Nulla da eccepire sulle riforme, ma mi viene una domanda: questo distinto signore ricopre una carica pubblica e è influente, è il presidente del consiglio europeo, ma... esiste un cittadino europeo che abbia dato un voto a questi signori?

Idem con patate potremmo fare la stessa domanda per Mario Draghi, o il suo predecessore Jean-Claude Trichet (ovviamente banchiere anche lui), che si permettono di "dire" (ma è un'imposizione) cose del genere:
  • "C'è anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende" leggi la lettera completa)
  • "[...] il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi" si riferisce ai dipendenti pubblici, non il suo ovviamente da ex super dirigente pubblico.
Morale della favola, tra pochi giorni andrà al governo un altro economista (tanto per sancire ulteriormente che viviamo per l'economia e non il contrario), il professor Mario Monti, bocconiano, ha lavorato "casualmente" presso la Goldman Sachs, una delle banche d'affari principalmente responsabili della crisi finanziaria che viviamo.

La coincidenza curiosa è che il professor Mario Draghi non è stato il primo presidente del consiglio ex dipendente della Goldman... gli fa compagnia Romano Prodi, e guarda caso, però non come primo ministro anche il nostro Mario Draghi... che casualità oserei dire!

Esiste infatti un fitto flusso di passaggi tra la Goldman ed i governi (o istituzioni pubbliche), è una strategia comune alle aziende di consulenza; un'azienda in difficoltà "chiede" una consulenza a una azienda qualificata nelle varie ristrutturazioni e organizzazioni, finito il mandato, l'azienda (che sempre più spesso non è impersonabile in una persona ma in fondi d'investimento che comprano azioni qua e là) assume il consulente come dirigente, quest'ultimo per prima cosa chiede una consulenza ovviamente alla sua ex azienda e così via.
Controprova di quanto dico: pochi giorni fa, nell'azienda in cui lavoro, si è insidiato un nuovo amministratore delegato, ovviamente la prima cosa che ha fatto è stata chiedere una consulenza ai soliti consulenti che "bazzicavano" nella azienda precedente.

Da Santa Wikipedia:

Dirigenti della Goldman Sachs passati alla funzione pubblica

  1. Romano Prodi, da consulente Goldman Sachs a Presidente del Consiglio in Italia
  2. Mario Draghi, da Vicepresidente Goldman Sachs a Governatore della Banca d'Italia e BCE
  3. Mario Monti, dalla Commissione Europea sulla concorrenza alla Goldman Sachs; nominato poi Senatore a vita dal Presidente della Repubblica G. Napolitano (2011)
  4. Massimo Tononi, dalla Goldman Sachs di Londra a sottosegretario all'Economia nel governo Prodi del 2006
  5. Gianni Letta, membro dell'Advisory Board di GS è nominato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del governo Berlusconi (2008)
  6. Robert Rubin, da dirigente Goldman Sachs a segretario al Tesoro presidenza Clinton
  7. Henry M. Paulson, da vice Presidente di Goldman Sachs a Segretario al Tesoro sotto presidenza G.W. Bush
  8. Robert Zoellich, da dirigente Goldman Sachs a vicesegretario U.S.A.
  9. William Dudley, da dirigente della Goldman Sachs a capo della Federal Reserve Bank di New York, il distretto principale azionista della Federal Reserve
  10. Paul Thain, da Presidente Goldman Sachs nel 2003 a capo del New York Stock Exchange
  11. Philip D. Murphy, da presidente Goldman Sachs in Asia a Responsabile per la raccolta fondi per il Partito Democratico U.S.A.
  12. Joshua Bolten, da dirigente Goldman Sachs, a capo del gabinetto della Casa Bianca
  13. Gary Gensler, sottosegretario al tesoro
  14. Jon Corzine, da ex presidente Goldman Sachs a Governatore del New Jersey
prima ci fanno fallire e poi li invochiamo come salvatori...

Forse sarà il caso di aprire gli occhi...

martedì 1 novembre 2011

Forza Grecia!

Il primo ministro George Papandreou è un vero Politico machiavellico ed ha tutta la mia stima. Si è ritrovato (o forse è stato complice? boh non lo so) con in mano una patata bollentissima, ovvero uno stato (o meglio il suo apparato economico) gonfiato tramite titoli derivati i quali gli hanno permesso di avere i numeri per rimanere in europa, la bolla poi è scoppiata la scommessa è stata persa e la Grecia si è trovata senza un soldo.
Questa la versione "ufficiale", la realtà è che la Grecia gonfiata da questi derivati ha continuato ad emettere titoli di stato che non avrebbe potuto emettere, se questi gentleman delle banche (con la complicità dalla banca centrale europea, toh...) non gli avessero fatto credere di avere la possibilità di ripagarli (sempre con i titoli derivati emessi ovviamente dalle banche stesse). Quindi i soliti che ti hanno consigliato male (Germania) adesso ti consigliano di fare il buon padre di famiglia e tagliare le spese.

NOTA BENE: la Germania vuole riforme strutturali dalla Grecia perchè continui a pagargli a caro prezzo le armi!!!! E perchè le banche tedesche (e francesi) sono quelle che hanno acquistato più titoli ellenici.

Morale della favola: i tedeschi vogliono che la Grecia tagli i servizi sociali e i costi di amministrazione pubblica così possono continuare a pagare le armi che Berlino produce, ma soprattutto per non far esporre troppo la Deutsche Bank, altrimenti saranno costretti gli stessi tedeschi a fare una "ristrutturazione" per trovare fondi per ricapitalizzare il colosso tedesco.

Non a caso la decisione di Papandreou ha trovato malumori nelle culle della democrazia sia Francia che Germania, perchè nel caso in cui i greci decidessero di non pagare i loro aguzzini-finanziatori/speculatori porterebbero nel baratro anche queste finte democrazie (in realtà fornitori di gruppi finanziari).

Papandreou non è un eroe ma è pur sempre un uomo che ha deciso di far decider al suo popolo se morire (accettando i diktat di altri), o cercare di ricominciare a camminare con le proprie gambe uscendo dal circuito corrotto della grande finanza, con un voto popolare (e quindi legittimo) riuscirebbe a riprendere consensi e a fregare quelle figure che lo stanno facendo ballare come i venivano fatti ballare i messicani intorno al sombrero con i colpi di pistola.

Nel suo pragmatismo, e in questa logica oscura delle grandi corporazioni, che affossano stati con lo spread o vendendo i titoli di stato (fatti con le tasse e i sacrifici dei cittadini), è l'unico in europa (con la "e" minuscola) che ha avuto il coraggio di chiedere un parere alla popolazione.

venerdì 28 ottobre 2011

licenziamo licenziamo

Non posso esimermi di commentare quest'ultima uscita sul panorama europeo del nostro premier.

Mi ero promesso di non guardare più la TV, per evitare di cadere nelle trappole dei vari Tg e dei cosiddetti "programmi di approfondimento", perchè, è scientificamente provato (vedi il mio taccuino), non riesco a digerire dopo tali visioni.

Risultato: non ho mantenuto la promessa.

Guardando per 5 minuti il programma su La7 "piazza pulita", un rappresentante in parlamento del popolo delle libertà, interpretava la nuova promessa fatta all'Europa in tema di licenziamenti. Facendola breve (con il machete, sennò nessuno leggerà la fine di questo noiosissimo post) questo esponente diceva che le imprese sono libere di licenziare, a quel punto però sarà lo Stato che si occuperà del disoccupato garantendo la sussistenza.

Mi vengono spontanee due considerazioni:
  1. forse ho letto un'altra lettera, ma dove sta scritto che lo Stato si prenderà carico dei licenziati? Con quali risorse se già adesso chi paga le tasse lavorando non ha servizi degli di questo nome?
  2. lo zampino di confindustria è evidente, al di là dei commenti positivi, dopo che per settimane si volevano "defilare dalle responsabilità del governo", l'interpretazione del parlamentare in perfetta sintonia con la tipica metodologia di "capitalismo" italiano: personalizzazione degli utili (l'impresa) e collettivizzazione delle perdite (lo Stato).
Conclusione: dal momento in cui il lavoro è diventato mercato, è diventato un costo come può essere un cesto d'insalata o una cassetta di pomodori, fino a quando non verrà di nuovo riconosciuta la dignità del lavoro, le persone, anzi gli individui che di esso vivono, non saranno nient'altro che consumatori di altri mercati.

Lo status di cittadini è alla prossima fermata.

grazie

lunedì 17 ottobre 2011

Quartieri d'inverno


Osvaldo Soriano mi ha regalato (ci ha regalato) un 'altra gioia, un libro che è una perla, una poesia che danza sul un ring di una città di provincia.

"Quartieri d'inverno" è semplicemente un altro capolavoro di un autore in grado di esprimere un vortice di emozioni con la penna. In questo libro è stato capace di rendere divertente una cosa disgustosa (e crudele) quale è stata la dittatura militare in Argentina per non rassegnarci a perdere, mai come in questi giorni dovremmo imparare da lui. Peccato ci abbia lasciato già da 14 anni.

Ciao Carnera "dalla faccia triste e che sembrava stanco di dover trascinare quel corpo per il mondo"


lunedì 10 ottobre 2011

Bordelli italiani

Scusate il ritardo, ma il bordello "palacio Berlusconi" ve lo dovevo far vedere:




Mi stupisce che qualcuno si stupisca, siamo in democrazia, lo abbiamo votato con la scusa che ha la maggioranza fa quello che vuole, e poi ci meravigliamo che ci prendano in giro in ogni angolo del globo.

Ben ci sta.

E se lo rivoteremo, ben ci sta due volte, ma non poi dimentichiamoci il diritto di indignarci.

giovedì 6 ottobre 2011

Direttamente da Wikipedia (fino a quando ci sarà) p.s. ora basta

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27

«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.

Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»


Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»


BASTA!!!!