domenica 3 febbraio 2008

Slow foto


ieri ho letto tutto d'un fiato questo libro che non può assolutamente non essere nella libreria di chiunque voglia vivere il prorpio tempo libero come un sogno.

"La fotografia stenopeica in Italia. Storia e tecnica estetica delle riprese stenopeiche" di Vicenzo Marzocchini è filosofia allo stato puro, lacrime che si confondono su un vetro battuto dalla pioggia e che, nonostante tutto, lo rendono unico.

Cito solo quella che per me è la parte più significativa perchè racchiude l'essenza del fare le foto (anche se per me è qualcosa di più) senza lenti:


"Qui non c'è abbastanza luce - ha detto -, andiamo fuori. Siamo usciti e ci siamo diretti verso i pruni, dove c'è un tavolo in mezzo all'erba. Lì lei ha guardato il cielo ancora coperto di nubi. Due o tre minuti, ha calcolato a voce alta, poi con cura ha piazzato la scatola sul bordo del tavolo. Al centro di uno dei lati lunghi c'era un cerotto bianco e rettangolare, di quelli che si mettono su una piccola vescica o una scottatura. Il cerotto era incorniciato da nastro adesivo nero. Con le sue dita caute ha tolto il cerotto bianco in modo da scoprire un'apertura, un foro. Poi mi ha preso per mano. Siamo rimasti lì in piedi davanti alla macchina fotografica. Naturalmente ci siamo mossi, ma non più di quanto facessero i pruni al vento. I minuti passavano. Mentre stavamo lì fermi, riflettevamo la luce, e ciò che riflettevamo entrava nella scatola scura attraverso il buco nero. - Sarà la nostra fotografia - ha detto -, e siamo rimasti ad aspettare fiduciosi."

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