
Dopo le ultime drammatiche vicende in Tibet, dal Papa e dal Vaticano mi sarei aspettato una presa di posizione molto più decisa. E' diffice se non impossibile condividere la normalizzazione imposta da Pechino. Però la Cina, con il quale il Vaticano sta cercando, dopo anni di silenzio, di riallacciare i rapporti diplomatici, con i suoi 1,3 miliardi di potenziali fedeli, è una "preda" troppo appetitosa da farsi sfuggire con delle semplici dichiarazioni di parte.

Nessun commento:
Posta un commento