martedì 27 maggio 2008

La chiusura del cerchio


la fotografia si divide essenzialmente in due tronconi, il primo (più seguito ed imitato) sono tutti coloro che hanno seguito le impronte del capostipite di un certo tipo di foto (Cartier Bresson), poi a sua volta, con l'avvento prepotente della tecnologia, questa ala (che comunque rappresenta il 95% di coloro che scattano foto) si è divisa a sua volta in chi è appassionato di macchine fotografiche (che stanno prendendo il sopravvento) e chi invece solo dello scatto (a sua volta ramificato in digitale e pellicola).

Sono entrati a far parte del secondo troncone (il rimanente 5%) tutti coloro che hanno "trasfigurato" la fotografia (essendo nel frattempo diventato un canone quella di Bresson) e donato una creatività che rompe gli argini della ripresa, ma anche della carta e della pellicola restituendo, in cambio, sensazioni nuove ed irripetibili.

Nella spendida solitudine del secondo troncone le pietre miliari dell'arte figurativa sono rappresentati in primis da Carlo Ludovico Bragaglia per poi passare a Paolo Gioli (http://www.paologioli.it/), quest'ultimo innovatore, sprimentatore, genio.

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