venerdì 23 novembre 2007

Impicchiamoli


Se pensate che sia un'istigazione alla violenza, pensate bene, lo è!

Bisogna avere la faccia come il culo per richiedere un risarcimento danni per un esilio, dopo i milioni di morti che hanno provocato con i loro comportamenti filo-fascisti.

Per questo appello riprendo il post di Matteo ribadendo che i Savoia si dovrebbero vergognare del loro passato, ma soprattutto dovrebbero pagare loro il risarcimento a tutti gli italiani per quello che hanno provocato insieme all'amico Mussolini.

11 commenti:

matteo ha detto...

Se proprio non vogliamo impiccarli, perche' siamo contro la pena di morte, mandiamoli in esilio a Mogadiscio - dove sono sicuro saranno ricevuti a braccia aperte.
Pero' forse sarebbe troppo crudele verso i somali...

sinevertigine ha detto...

...personalmente mi risulta impossibile desiderare la morte di qualcuno!

Anonimo ha detto...

penso che la cosa migliore sia ignorarli...

gente vecchia! Da dimenticare!

Gi@como

Anonimo ha detto...

La penso come voi.
Ucciderli non servirebbe a nulla.
Eliminare fisicamente una persona non è mai un buon modo per risolvere i problemi!

Anonimo ha detto...

E te saresti quello che sulla macchina aveva scritto "ripudio la guerra"...Fammi capire: odi i massacri ma lo stillicidio è ok! Se per tutte le richieste assurde e le cazzate che la gente spara dovesse corrispondere una pena adeguata credo che sulla terra saremmo veramente in pochi!
"non ti curar di loro ma guarda e passa...".

matteo ha detto...

intendiamoci: si scherza.
ma fino a un certo punto.
Piuttosto: lo stato dovrebbe sottrargli tutti i soldi, usarli per finanziare i servizi sociali, e poi espellerli a calci in culo dall'unione europea, un po' come vorrebbero fare con i rumeni.
Fa piu' danni un 're' che non decine di migliaia di immigrati.

Ruz ha detto...

Potrei rispondere che ripudiare la guerra non necessariamente vuol dire essere necessariamente contro la violenza o contro la pena di morte, ma non è il mio caso. Per fortuna c'è chi come Matteo, legge tra le righe, e capisce al volo che si tratta solamente di una provocazione. Lo scopo del post era un altro però, noi scherziamo e dibattiamo ma come ha me è venuto in mente ed ho voluto scrivere (solamente) il mio sdegno, qualcun'altro, sono certo, sarebbe pronto ad usare violenza vera di fronte a simili prese di pozione da parte dell'ex (per fortuna nostra) famiglia reale.

Anonimo ha detto...

Mi pare un controsenso! Essere contro la guerra ma sostenere la violenza! E' come quelli che indossano la maglietta di Che Guevara: sono contestatori senza nemmeno sapere chi era veramente Ernesto e tantomeno sapere chi o cosa contestano! Lo sdegno si combatte con gli esempi e con nuove proposte,non con la repressione e tanto meno con inutili polemiche.

Anonimo ha detto...

"A me" e non "ha me"!

valentina

Ruz ha detto...

non è assolutamente un contro senso. Faccio un esempio, una persona può essere benissimo schierato contro un intervento militare, ed appoggiare la pena capitale per uno stupratore pedofilo che dopo aver violentato ed ucciso un bambino se lo mangia. Anche se non la giustifico, anzi la combatto, la pena di morte è violenza contro un singolo, la guerra, semplificando, è violenza contro una massa. Resta comunque il fatto che il senso di tutto questo era un altro. Un personaggio pubblico, come un membro della ex famiglia reale italiana, deve stare attento ad avanzare tali richieste perchè la reazione, da parte di qualche squilibrato, visto che ce ne sono tanti, può essere molto pericolosa.

Anonimo ha detto...

Beh alla fine sei tu quello che ha proposto di impiccarli:
dovremmo scambiarti per uno squilibrato? Scherzi a parte ritorno alla mia idea: le richieste assurde sono tali indipendentemente da chi le avanza! Che tu sia un reale o un semplice cittadino di una qualunque nazione c'è un limite alle "proposte indecenti", di qualsiasi tipo. Non importa essere squilibrati per avere una reazione forte; spesso basta non pensarla come la persona che ci parla e comunque le reazioni sono assurde!Ripeto "non ti curar di loro ma guarda e passa".