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giovedì 24 gennaio 2008

Bush si meraviglia


ebbene sì, circa un mese fa, il presidente americano durante la sua visita in medio oriente si è anche fermato qualche ora in Israele di fronte alla fiaccola eterna che ricorda l'olocausto. Oltre alla commozione, si è chiesto come mai durante la 2ª guerra mondiale non si siano state affrontate azioni serie per liberare i prigionieri dei campi di concentramento. Bush ha dimostrato ancora una volta di non amare la lettura, ma soprattutto di non avere un rapporto molto proficuo con la storia.

Per gli Alleati la vicenda ebraica non era la questione prioritaria. Lo dicono fior fiore di documenti rinvenuti dagli archivi inglesi dell'allora premier inglese. Ad aggravante di ciò, non regge nemmeno la scusa che non si sapeva nulla delle tragedie in corso, in quanto i tedeschi erano stati intercettati sia dagli inglesi che dagli americani, la notizia però non era stata divulgata per "motivi di sicurezza". Lo dimostra anche il fatto che i bombardamenti sulla Germania, si sono fermati miracolosamente ad 8 Km dal campo di concentramento di Mathausen.

lunedì 1 ottobre 2007

il mal voluto non è mai troppo


la saggezza popolare...
le armi dei sepraratisti curdi del PKK (turchia) sono di fabbricazione russa. Secodno i
turchi però, i curdi adesso utilizzano anche armi made in USA, quelle cioè che gli USA
forniscono all'esercito iracheno e quindi anche alla fazione curda del nord. Anche
Hamas per ironia della sorte, utilizza armi USA, in quanto il governo Olmert ha deciso
da armare Al Fatah per combattere Hamas. Durante la guerra civile però Hamas è riuscita
a conquistare la striscia di Gaza ed ad impadronirsi delle armi in questione. I
talebani invece utilizzano armi cinesi (sia fuci li che missili terra-aria), in questo
caso però le armi sono arrivate quando i servizi segreti pakistani (sempre tramite il
benestare USA) sponsorizzavano i talebani.

martedì 7 agosto 2007

Vai e vivrai



Ho finito di leggere ieri sera questo interessantissimo libro "vai e vivrai". Parla della poco conosciuta storia dei falasha, il popolo ebraico nero d'Etiopia, che intorno agli anni '80, con l'aiuto dei servizi segreti Israeliani (Mossad) e della CIA, venne trasferito in Sudan per poi approdare, con dei voli di linea, nella terra promessa, Israele. Questa vicenda fa da sfondo alla storia di Shlomo, un ragazzo cristiano Etiope, che, grazie all'adozione momentanea di una donna falasha che aveva da poco perso il figlio legittimo, riesce a salvare il ragazzo dalle terribili condizioni del campo profughi sudanese.
Molto bello, hanno fatto pure un film.