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martedì 29 aprile 2008

Il perdente di successo




come possiamo definire Veltroni?


  1. sicuramente un grande svicolatore. E' sempre riuscito ad abbandonare la barca poco prima che affondasse. Questa è stata la seconda volta. La prima volta, da segretario dell'allora P.D.S. nel 2000/2001 (e poi il PD è il partito che propone volti nuovi...), poco prima della più grande disfatta elettorale della sua storia (mi riferisco al partito nato dalle "ceneri" del PCI) l'attuale leadre maximo della sinistra italiana si "dileguò" dal partito per candidarsi e vincere le elezioni per diventare sindaco di Roma, mentre Rutelli perse malamente da Berlusconi ed il PDS raggiunse il minimo storico del 16%. La seconda volta invece pochi mesi fa. Proprio mentre la poltrona di sindaco stava traballando, e la vittoria a Roma non più sicura, non ci sono stati ripensamenti e si è candidato come leader e candidato premier del "nuovo" soggetto politico, lasciando al "malcapitato" Rutelli l'onere di un'eredità abbastanza pesante (vedi piano regolatore, sicurezza ecc ecc), lasciando ad Alemanno (nella foto in veste alpinistica) la vittoria.


  2. sicuramente un perdente. E' già la seconda volta che perde un'elezione politica a livello nazionale. Forse ce lo siamo scordati tutti (ma Veltroni no perchè c'era), ma nel '94, accanto all'allora candidato premier Achille Occhetto (avete capito bene, Achille Occhetto, sembra passato un secolo) c'era proprio il volto nuovo della politica italiana. Quella volta l'errore più grande fu quello di sottovalutare la vera figura nuova della politica (purtroppo), Silvio Berlusconi, con conseguente vittoria di Forza Italia. L'ultima sconfitta ce la ricordiamo tutti.


  3. vsicuramente di successo. Nonostante quanto sopra (sconfitte ed errori madornali, ben inteso, per un politico del suo calibro) è sempre ai vertici del proprio partito ed idolo di tantissime persone. Peccato non sufficienti a governare il paese.

sabato 29 marzo 2008

PIL, Kennedy e Veltroni



Mentre Veltroni continua a indicare come priorità n°1 per l'Italia l'aumento del PIL, io vi cito un certo Robert Kennedy, di cui secondo me si può dire tutto tranne che fosse più a "sinistra" di Veltroni.

“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.
(Robert Kennedy)

martedì 18 marzo 2008

A chi credere?


Stasera ho sentito una mini-intervista a Tremonti, ha detto di volere un mondo diverso, non globalizzato, o comunque con regole precise. Si è scagliato contro la cina e contro gli imprenditori che delocalizzano i posti di lavoro. Dall'altra parte Veltroni, del PD, il solito partito di Prodi che nel 2001 ha fatto entrare la Cina nel WTO, il solito partito di Fassino che durante un dibattito presso la festa dell'Unità a Pistoia ha dichiarato che il WTO dovrebbe avere più potere... A chi credere?

Non credo a nessuno. Soprattutto dopo la puntata di report di ieri sera. Nessuno propone infatti un modello diverso di sviluppo. Entrambi promettono di abbassare le tasse per rilanciare i consumi, per rilanciare il PIL, il PIL ed il PIL (se provi a parlare di altri indicatori ti prendono per pazzo, se va bene ti prendono come unidealista, o come un folle sognatore). Una inutile rincorsa verso l'autodistruzione.

venerdì 14 marzo 2008

Mi tocca difendere Berlusconi


Ebbene sì, mi tocca dare ragione a Berlusconi. Se una coppia di precari vuole sposarsi e comprare casa, l'unico modo per vivere serenamente ed accendere il mutuo bisogna puntare a sposare il figlio di Berlusconi. E' vero. Non ci sono ammortizzatori. Non esiste ad oggi niente che ti possa garantire il contrario.

Purtroppo la maggior parte delle persone vuol sentirsi raccontare delle favole, ed in questo Veltroni è infallivile, ha colto la palla al balzo promettendo stelle e posti di lavoro. Ha dichiarato che che priorità numero 1 del partito Democratico è la tutela del posto di lavoro.

Mi dispiace, ma non ci credo in quanto il programma dell'unione (nella legislatura precedente) prevedeva l'abolizione della legge Biagi, e nell'unica occasione avuta, la riforma del mercato del lavoro, non è stata abolita, bensì rilanciata. In quell'occasione i partiti di maggioranza erano i soliti che compongono oggi il PD.

domenica 9 marzo 2008

Veltrusconi


La parola più in voga per queste elezioni politiche è "voto utile". In pratica entrambi i leader dei due partiti di maggioranza pressano gli elettori dei piccoli partiti per votare il proprio schieramento in quanto un voto ad un partito minuscolo non farebbe altro che agevolare l'avversario. In questo, ed in tutto il resto dei "programmi", i due leader si somigliano, si imitano, tanto da diventare uguali. C'è chi continua a dire che ci sono delle differenze, senza ovviamente elencarle, ma si tratta solo di differenze di stile e di accento. Lo stesso Franceschini (n°2 del PD) non ha saputo rispondere alle domande del giornalista di La7 del programma 8 mezzo, che chiedeva insistentemente quali erano le differenze tra i due poli. Non c'è stato niente da fare, le differenze non sono venute fuori e quindi Franceschin, da buon ex-democristiano e politico di professione, ha risposto ad un'altra domanda "se votate per la 5a volta Berlusconi sapete cosa vi aspetta perchè è dal 1994 che promete le stesse cose, la vera svolta è votare il PD" (mi viene da dire "e quindi?"), guarda caso lo stesso lo slogan che usa Casini (cambiando PD con UDC). Mi sa tanto che il "voto veramente utile" è la scheda nulla.

lunedì 12 novembre 2007

Mastella si salva sempre


Ho letto solo oggi la proposta di riforma elettorale avanzata da Veltroni. E' chiaramente un'abile mossa politica orientata ad allargare il consenso del PD verso l'ala moderata dell'DC e penalizzare chiaramente i partiti dell'ala socialista (verdi inclusi). Da quello che ho potuto capire leggendo l'articolo apparso su "la repubblica" (http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/politica/legge-elettorale-sei/progetto-pd/progetto-pd.html), si punta a favorire i partiti con forte vocazione locale anche se minoritari a livello nazionale (vedi UDEUR fortissimo nel paesello dove vive Mastella insignificante a livello nazionale) penalizzando quindi partiti come Verdi e Comunisti che raccogliendo un voto la ed un voto qua e sommati fanno più di quello di Mastella. A me sembra di sognare.

lunedì 2 luglio 2007

Don Camillo e Peppone


Cosa dire di Veltroni? mah... ho sentito il discorso trasmesso in diretta da La7 e per certi aspetti, soprattutto il carisma e la passione, mi convincono, per altri, come giusto che sia assolutamente no. Ci sono rimasto male quando, parlando di sicurezza, non abbia parlato ne di mafia ne di camorra ne di alcun tipo di malavita organizzata, bensì ha concentrato il proprio focus esclusivamente sul problema immigrati. Un altra questione di non poco conto, è che Veltroni andrà a giudare un partito praticamente del nulla, che rinnegherò il suo passato ed in parte il presente non aderendo al partito socialista europeo. In più, come ho già avuto modo di dire, il partito democratico è un partito nato vecchio, solite facce, solita nomenclatura che per non perdere voti fa perno sulla leva della novità. Veltroni in tutto questo non è assolutamente una faccia nuova, è un politico di professione da 20 anni, già segretario dei DS, già sconfitto da Berlusconi nel decennio passato. Il presidente del partito sarà Prodi, un'altra faccia nuova dunque, ed il resto della squadra: scommetto su qualche nome: D'Alema, Rutelli, Amato, Parisi, poi ne riparliamo ad ottobre. Cosa c'è di nuovo?



Per non essere troppo disfattista ho trovato la vera novità; dopo 50 anni di litigate ed invettive reciproche, per il famoso detto "chi disprezza compra", verrà consumato il matrimonio "impossibile" dei democristiani con i comunisti... povero Don Camillo e Peppone, ad uno toccherà chiamare l'altro compagno e all'altro toccherà andare in chiesa tutte le domeniche...